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Cantine aperte e grandi affari.

Quattromila ettari coltivati e milioni di bottiglie vendute in un anno
In vetrina vini pluripremiati e novità della zona tipica Parteolla

Oltre diecimila visitatori a Serdiana nelle giornate di Cantine Aperte. Dato fornito dal Movimento Turismo del Vino che anche quest’anno ha celebrato l’appuntamento per eccellenza dedicato agli appassionati di vino. Dai giochi per bambini alle degustazioni tra i vigneti, passando per musica, visite ai luoghi segreti delle cantine, street food d’eccellenza, cavalcate e passeggiate in calesse: due giorni, sabato e ieri, che hanno ancora una volta contribuito alla crescita della cultura del vino nel Parteolla.

Il boom
Quasi 4000 ettari coltivati a vigneto, 290 tra piccoli e medi produttori, una cooperativa (quella di Dolianova) che da sola costituisce il 10 per cento della produzione dell’intera Isola, circa 11 milioni di bottiglie vendute ogni anno: sono questi i numeri, eccellenti, della zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei vini designati con l’indicazione geografica tipica “Parteolla”. Oltre alle storiche aziende, tra le quali quella degli Argiolas conosciuta in particolare per il premiatissimo Turriga, si affacciano sul territorio nuove realtà in grado di distinguersi per il giusto mix tra innovazione e tradizione.

Le cantine
«Produciamo vini pregiati, frutto di vigneti autoctoni destinati al mercato interno e all’export negli Stati Uniti, in Svizzera, nei Paesi Bassi, in Australia e Giappone», dice Antonella Corda, fondatrice dell’omonima cantina che per il primo anno aderisce a Cantine Aperte. Un’ottima vetrina per far conoscere Nuragus, Vermentino e Cannonau. «Tra i nostri fiori all’occhiello c’è Ziru, Vermentino affinato in anfore di terracotta e sottoposto a lunga macerazione», spiega l’enologo Luca D’Attome.

Tradizione e novità
Chi invece ogni primavera, in occasione della rassegna firmata Movimento Turismo del Vino, apre le porte del suo stabilimento nel centro di Serdiana, è la Cantina Argiolas che ha proposto la degustazione dei calici più conosciuti e pregiati: Turriga, Costamolino Korem e Angialis coltivati nei 250 ettari di vigneto dell’azienda. Il simbolico premio per la novità di Cantine Aperte 2019 va all’Escape Room Argiolas: un’avventura tra botti, tralci e tappi di sughero per vivere il lato più divertente del vino.

Tra i vigneti
Sabato, per l’intera giornata, i fratelli Salvatore e Nicoletta Pala, dell’azienda Audarya, hanno coinvolto grandi e piccini in numerose attività: pranzo tra i vigneti, musica al tramonto, animazione e una mini cavalcata con i pony. «Il punto di forza di questa edizione, per noi, è stata la prestigiosa degustazione verticale del vino da uve Nasco stramature che non a caso è stato chiamato Bisai, dalla parola sognare in sardo», racconta Salvatore Pala.

Riferimenti:
Autore: Severino Sirigu
Articolo: Cantine aperte e grandi affari
Giornale: L’Unione Sarda del 3 giugno 2019

Cantine Aperte 2019 – domenica 2 giugno

Antonella Corda: food&wine tra i vigneti per cantine aperte

Visite in cantina, degustazioni e street food d’eccellenza. Antonella Corda apre le porte della sua azienda domenica 2 giugno, dalle 11.00 alle 19.00, in occasione della 27^ edizione di Cantine Aperte. Accanto ai vini della cantina di Serdiana ci saranno le proposte gastronomiche di Cucina.eat, Josto e Framento.
Per l’intera giornata sarà presente anche Luca D’Attoma, guida enologica dell’azienda. Tra gli enologi più influenti in Italia e all’estero è da trent’anni protagonista delle grandi trasformazioni e delle innovazioni che hanno coinvolto il vino. Dal suo lavoro sono nati vini apprezzati in tutto il mondo.
Alle 11.00 partirà la prima delle visite guidate, ripetute ogni ora fino alle 18.00 e tenute dai Sommelier AIS con l’introduzione di Luca D’Attoma, Luca Mercenaro, ricercatore del dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari,  e Marco Pisano geologo esperto del territorio di Serdiana.
I visitatori partiranno da una passeggiata in vigneto, dove si parlerà delle caratteristiche dei terreni e delle uve, per arrivare poi in cantina e scoprire i processi che portano alla nascita dei vini.
I sommelier proporranno quindi degustazioni di VermentinoNuragus e Cannonau prodotti da Antonella Corda, che lo scorso anno si è aggiudicata il premio di Cantina Emergente del Gambero Rosso.
Per tutta la mattina, inoltre, una carrozza trainata da cavalli sarà a disposizione per condurre adulti e bambini in un viaggio attorno ai vigneti, con partenze dalla cantina ogni 20 minuti.
Ad accompagnare i calici la musica dei DeeJay Foxi & Herny, i panini di Panino.eat, l’Ape Gourmet del locale cagliaritano Cucina.eat a metà tra ristorante e gastronomia, e le pizze di Framento, tra le 50 migliori pizzerie d’Italia e del mondo secondo 50 Top Pizza 2018 e insegna premiata con i Tre Spicchi dal Gambero Rosso.
A completare la proposta ci sarà un piatto gourmet preparato da Francesco Vitale di Cucina.eat e Pierluigi Fais, chef e titolare, insieme alla famiglia, di Framento e del ristorante Josto. Accanto alle preparazioni salate, la gelateria I Fenu porterà le sue specialità artigianali preparate con le migliori materie prime della Sardegna.
“Questa giornata – spiega Antonella Corda – è stata pensata come un grande picnic all’aperto tra amici. Siamo felici di poter ospitare in cantina tutti gli appassionati che vorranno scoprire come nascono i nostri vini e vorranno godersi una giornata all’insegna del buon bere e del buon cibo”.

Riferimenti:
Autore: Fabio Italiano
Articolo: Antonella Corda: food&wine tra i vigneti per cantine aperte
FONTE:  BEREILVINO.it 16 maggio 2019

VINITALY 2019

Verona 7/10 aprile

Presentiamo al Vinitaly in anteprima per l’Italia e gli operatori esteri presenti in fiera il nostro: Ziru Isola dei Nuraghi.
Vi aspettiamo nell’AREA FIVI presso il PAD.8, STAND G8/G9, POSTAZIONE 20 per degustare insieme i nostri vini.

Ziru, il nuovo Vermentino 2017 prodotto in anfora

Battesimo ufficiale al Vinitaly per il nuovo Vermentino 2017 della cantina sarda “Antonella Corda“.

Ha un nome sardo, Ziru, termine che indica le giare e le anfore in ceramica utilizzate dai contadini per conservare l’olio e il vino, il nuovo Vermentino nato dalla vendemmia 2017, affinato in anfore di terracotta e prodotto in sole 830 bottiglie dalla cantina Antonella Corda.

L’azienda di Serdiana (Cagliari), premiata nel 2018 come Cantina Emergente dal Gambero Rosso, parteciperà anche quest’anno al Vinitaly 2019, presso l’area FIVI (posizione 20 stand G8/G9) dove presenterà il vino in anteprima.

«È un vino dorato intenso, senza tempo – spiega Antonella Corda, fondatrice dell’azienda – plasmato dalle anfore e dalle pazienti macerazioni. I grappoli di uve Vermentino sono stati raccolti manualmente a fine agosto e fatti macerare sulle bucce per una ventina di giorni. In seguito, il mosto è stato versato nelle anfore di terracotta per concludere la fermentazione e, durante i 24 mesi successivi, completare il processo di affinamento. Abbiamo scelto di non filtrare questo vino, nel quale emergono ricche note floreali, accompagnate da una spiccata mineralità e da un tannino levigato dalla terracotta».
Il risultato è un vino che premia la pazienza di chi sa attendere. Ziru è un IGT Isola dei Nuraghi, che nasce da uve coltivate su terreni marnosi e calcarei profondamente influenzati dal mare, che si trova a pochi chilometri di distanza.

Il Vermentino in anfora si aggiunge agli altri tre vini prodotti da Antonella Corda: il Vermentino di Sardegna DOC, il Nuragus di Cagliari DOC e il Cannonau di Sardegna DOC. L’annata 2016 di quest’ultimo è stato premiato con i Tre Bicchieri dalla Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso.

Riferimenti:
Autore: Cinzia Dal Brolo
Articolo: Ziru, il nuovo Vermentino 2017 prodotto in anfora
Giornale: Gazzettadelgusto.it del 18 marzo 2019

Cantina Corda di Serdiana giovane ma già vincente

Il Cannonau 2016 ha conquistato i Tre bicchieri del Gambero Rosso Antonella, la titolare: progetto partito nel 2009 col reimpianto in un vigneto

«No, non ce l’aspettavamo assolutamente». Antonella Corda non nasconde la sorpresa, ma è successo davvero: alla sua prima partecipazione alla guida Vini d’Italia del Gambero Rosso la cantina che porta il suo nome ha centrato il massimo riconoscimento, i “Tre bicchieri”. C’è riuscita con il suo Cannonau di Sardegna Doc 2016. «Abbiamo lavorato su tutti e tre i vini che caratterizzano la nostra produzione, quindi anche sul Nuragus di Cagliari Doc e il Vermentino di Sardegna Doc, ma è stato il Cannonau ad avere più riscontri e a darci la visibilità maggiore – dice emozionata la produttrice – e ottenere un successo così alla prima annata in bottiglia, il 2016, è una soddisfazione immensa.
Dal 2010 e sino a quell’anno producevamo per conto nostro in maniera sperimentale, dopo il primo reimpianto nel 2009 in un vecchio vigneto ereditato da mio nonno materno, Antonio Argiolas». Sì, perché Antonella discende da una famiglia che ha fatto la storia del vino in Sardegna, gli Argiolas di Serdiana.
“Di madre in vigna” è lo slogan dell’azienda, che lascia trasparire la filosofia della cantina.
«Mia mamma aveva il desiderio reimpiantare questi terreni molto particolari, situati sull’antico letto di un fiume, ciottolosi, che mi hanno subito ricordato quelli francesi nei quali nasce il Grenache – racconta Antonella – Dopo la laurea in agraria a Sassari ho preso in mano l’azienda, ero la più piccola in casa e sentivo che dovevo provare a realizzare l’obiettivo familiare».
Negli anni precedenti l’azienda ha vinificato anche in una sua piccola cantina a Cagliari, poi la svolta nel 2016: «Abbiamo deciso di farci affiancare da un enologo esperto come il toscano Luca D’Attoma, che ha esperienza ventennale sul biologico e biodinamico, abbiamo adottato tutti gli accorgimenti per lavorare con un basso impatto ambientale. Quindi siamo partiti con i primi imbottigliamenti, in maniera tale da non concentrare troppo il prodotto. In particolare non abbiamo voluto un Cannonau troppo strutturato, in modo da preservarne i profumi di frutti giovani e freschi». A maggio, dopo la prima partecipazione a Vinitaly, nel padiglione della Fivi, la federazione dei vignaioli indipendenti, è stata inaugurata la nuova splendida cantina, e ora questo successo che probabilmente era segnato, ma non si pensava arrivasse così in fretta a premiare l’entusiasmo della giovane produttrice.
«Attualmente abbiamo 15 ettari, dei quali ben nove sono coltivati a Vermentino, quattro a Cannonau e tre a Nuragus. Il mercato? Se sino allo scorso anno era all’80 per cento estero, ora lo è per metà: esportiamo in Usa, Svizzera, Belgio, Austria, un po’ in Australia e ora in Canada. L’azienda è stata definita una boutique winery”: ci è stato attribuito da un esperto che ha visitato un gran numero di realtà – spiega Antonella – significa cantina piccola curata, accogliente ,che punta su prodotti di qualità. Credo ci rispecchi abbastanza».

Riferimenti:
Autore: Antonello Palmas
Articolo: Cantina Corda di Serdiana giovane ma già vincente
Giornale: La Nuova Sardegna del 02 ottobre 2018

La Cantina Emergente dell’Anno

Gambero Rosso 2019

“Di madre in filia”, è il payof della cantina Antonella Corda. Sta a indicare il passaggio generazionale e il travaso di esperienze all’interno di questa famiglia che il vino lo produce e lo commercializza da cinque generazioni. Un interesse che Antonella Corda (laureata in Agraria con un master alla Fondazione Mach) ha ereditato da sua madre Maria Argiolas (figlia del grande Antonio Argiolas), così come ha ereditato nel 2010 i vigneti, dando vita a un progetto d’alta qualità nelle campagne di Serdiana, a nord di Cagliari, per la valorizzazione dei vitigni autoctoni.
Quattro anni di sperimentazione, la costruzione della cantina nel 2013 e le prime bottiglie nel 2016. E, dopo soli due anni dall’esordio sul mercato, il Gambero Rosso l’ha scelta come Cantina emergente dell’Anno, nella Guida Vini d’Italia 2019. Si tratta del secondo riconoscimento di questo tipo a un’azienda di Serdiana (nel 2014 toccò a Cantine Pala), segno che questo centro del Parteolla è ormai uno stabile punto di riferimento per la viticoltura sarda e italiana.
“Non ci aspettavamo così presto un premio di tale livello” commenta la giovane produttrice “ritengo siano state apprezzate la qualità dei nostri vini e la volontà di dare valore al territorio attraverso il prodotto”. Quindici ettari in produzione, 30 mila bottiglie e l’idea di trovare la massima espressione delle uve Vermentino, Nuragus e Cannonau, attraverso una meticolosa analisi di suoli e microclimi, l’uso di sovesci, di inerbimenti e l’eliminazione dei pesticidi in funzione di un minor impatto ambientale.
Coadiuvata dall’enologo Luca D’Attoma e da Andrea Carpi per la parte commerciale, oggi la cantina Antonella Corda commercializza i suoi vini nel circuito Horeca, con una propensione all’export del 60%. “Abbiamo il potenziale per crescere ulteriormente” conclude Corda “ma vogliamo assestarci su dimensioni piccole, privilegiando gli aspetti qualitativi”.

La Cantina Emergente: Antonella Corda

Gambero Rosso 2019 – Vini d’Italia

“Di Madre in Vigna” leggiamo in etichetta, bellissima frase che testimonia il passaggio generazionale tra due donne. Antonella fa parte della ben nota famiglia Argiolas di Serdiana e da qualche anno, forte della tradizione enoica legata alla mamma, ha deciso di intraprendere la produzione di etichette personali. Il suo Cannonau di Sardegna è fresco, leggiadro e di grande bevibilità: al naso sentori di piccoli frutti e sfumature di rosa, tocco speziato che anticipa un sorso dal tannino lieve, dall’acidità esemplare, profondo grazie a una leggera vena sapida. Merita davvero un Premio Speciale.

A Serdiana boutique winery al femminile

Antonella Corda apre l’azienda dopo il successo al Vinitaly

Antonella Corda presenta la sua omonima azienda tra le colline di Serdiana, Sud Sardegna, e i suoi gioielli enologici. Dal nome al logo, un volto di donna stilizzato, omaggio alla dea madre, allo slogan efficace, “Di madre in vigna”, l’impronta femminile è marcata. L’inaugurazione è di questi giorni, tra visite in cantina e in vigna e una degustazione dei tre vini prodotti da uve raccolte a mano e affinamento in acciaio: Nuragus di Cagliari Doc (in purezza), Vermentino Doc di Sardegna (in purezza) e Cannonau di Sardegna (anche 10 per cento di Sirah).

Due bianchi e un rosso accompagnati dalle prelibatezze di Cucina.eat. Imbottigliati dallo scorso anno, apprezzati al Vinitaly. In particolare il Nuragus, fresco ed equilibrato al palato, contraddistinto da una caratteristica sapidità, ottimo abbinato alle crudités di mare. Nipote per parte materna di Antonio Argiolas, padre del Turriga, dopo aver ereditato nel 2009 le vigne di famiglia Antonella Corda ha preso le redini dell’azienda per creare la sua “boutique winery” e portare innovazione e note di modernità nel solco della tradizione. I suoi vini raccontano un territorio, storicamente vocato alla viticoltura, ma con qualche tocco di Trentino, regione di provenienza del marito, Christian Puecher, suo braccio destro in cantina e in vigna.

Le due vigne, per un totale di 15 ettari, si estendono su terreni sabbiosi, argillosi e calcarei, ciottolosi e limosi. Antonella Corda, agronoma specializzata in gestione vitivinicola, ha sposato la filosofia green: il terreno coltivato a vite è da circa un anno in conversione biologica, si stanno realizzando sistemi per il riutilizzo delle acque ed è in progettazione l’impianto fotovoltaico. Una piccola azienda che punta all’eccellenza. Un desiderio che ha preso forma per Antonella.

“Ho imparato sin da bambina a cogliere il fascino del lavoro in vigna – racconta All’ANSA – sono cresciuta tra i filari e le atmosfere festose della vendemmia in un paesaggio di rara bellezza. La vita tra i campi era il mio sogno e i sogni non si devono abbandonare – sottolinea l’imprenditrice – sono grata a mio nonno Antonio, a mio padre e mia madre e anche alla mia professoressa di scienze delle medie, Teresa Usala, che è riuscita a trasmettermi un grande amore per la botanica”.
Diploma allo Scientifico, “fondamentale per i successivi studi in Agraria”, spiega, dopo la laurea è stato un crescendo di competenze acquisite sul campo attraverso studio, formazione e aggiornamento. Di grande fascino l’architettura della cantina che richiama le case Campidanesi. L’azienda punta anche sui 12 ettari di oliveto e i quattro coltivati con grano Cappelli. Modernità, innovazione, sostenibilità e tradizione, la cantina di Antonella Corda è la storia di una giovane impresa declinata al femminile con passione e competenza.

Riferimenti:
Autore: Maria Grazia Marilotti
Articolo: A Serdiana boutique winery al femminile
Giornale: ANSA del 22 maggio 2018

La vita è una cosa meravigliosa

La Sardegna secondo Antonella

Antonella Corda è una giovane donna dallo sguardo apparentemente fragile ma dall’anima di ferro. Arriva da una famiglia di viticoltori (gli Argiolas, tra i più noti dell’isola), è cresciuta con l’amore per la sua terra di Sardegna e per il lavoro. Qualche anno fa decide di trasformare una piccola azienda di famiglia (a Serdiana, nel cagliaritano: quaranta ettari di cui quindici di vigneto e una dozzina di oliveto) in una «boutique winery» con una piccola carta di vini sardi di eccellenza. Anni dopo una piccola degustazione a Milano delle sue etichette ci ha dimostrato che il progetto è decisamente a buon punto.

I vini Corda sono territoriali, identitari eppure contemporanei (anche nelle eleganti etichette), riassunti in un claim («di madre in vigna») perfetto, così arcaico e femminile. Il sistema vitivinicolo si avvantaggia di concimazioni organiche, di azioni di lotta integrata e di sistemi di irrigazione sostenibili. I vigneti sono due: il Mitza Manna, sei ettari a duecento metri sul livello del mare, vocato per i vitigni bianchi come il Vermentino e il Nuragus. E il Mitza S’ollastu, dal fondo sabbioso e argilloso che dona soprattutto al Cannonau una grande personalità.

Abbiamo assaggiato un Vermentino di Sardegna (annata 2017) palpitante e fresco ma anche pieno e morbido, forse appena un po’ banale. Un Nuragus di Cagliari (sempre 2017) di sorprendente sapidità, scalpitante come un monello. E infine un Cannonau di Sardegna (stavolta 2016) che rinuncia a spingere sul vigore e su un’alcolicità comunque pronunciata per giocarsela sul terreno della delicatezza. I tannini sono morbidi come un tappeto persiano sotto i nostri piedi nudi. Prima, al naso, aromi speziati di pepe bianco. La Sardegna che ci piace, sofisticata e silenziosa.

Riferimenti:
Autore: Andrea Cuomo
Articolo: La vita è una cosa meravigliosa
Giornale: Il Giornale del 14 aprile 2018

La definizione del cannonau

Seguendo le orme del nonno Antonio Argiolas, Antonella Corda comincia tutto fuorché in sordina. Dalla culla vitivinicola di Serdiana vola a Trento dove si laurea in agraria e, quindi, prosegue con un master in enologia alla Fondazione Mach. Da qui, crediamo, mutua l’amore per la pulizia e la definizione che abitano, tra gli altri, il suo Cannonau 2016: un nettare strutturato e nitido, ove si avvicendano storie di cuoio e pellami e camini spenti e una caratteristica traccia ematica subito stemperata dalle foglie del mirto e dai grani del pepe, come in marinatura. E pure, la bocca è già misurata, serica, sobria nell’esercizio dell’estrazione ed è sì fresca e appena piccante, vellutata e piena e perentoria nel riverbero retrolfattivo, persistente e tattile.

Riferimenti:
Articolo: Novità in carta e in cantina
Giornale: SPIRITOdiVino